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la meglio gioventù

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La meglio gioventù, diretto da Marco Tullio Giordana, è un’opera che racconta la storia di una famiglia italiana attraversando circa quarant’anni di storia del nostro Paese, dagli anni Sessanta fino ai primi anni Duemila. Attraverso le vicende dei fratelli Nicola e Matteo Carati, il film mostra come la dimensione individuale e psicologica delle persone sia profondamente influenzata dal contesto storico, sociale e culturale in cui esse vivono. Non si tratta quindi solo di una storia privata, ma di un vero e proprio affresco della società italiana in trasformazione. Nicola e Matteo sono due fratelli molto diversi dal punto di vista psicologico. Nicola è una persona empatica, aperta agli altri e guidata da un forte senso di responsabilità morale. Studia medicina e si avvicina alla psichiatria, vedendo nella cura dell’altro non solo una professione, ma anche una scelta etica. Matteo, al contrario, è introverso, chiuso in se stesso e incapace di comunicare il proprio disagio interiore. Il s...

la magia

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Nelle scienze umane, la magia non viene considerata come qualcosa di “irrazionale” o semplicemente falso, ma come un fenomeno culturale e sociale che ha avuto (e in alcune società ha ancora) una funzione molto importante. La magia nasce dal bisogno umano di dare senso al mondo e di esercitare un certo controllo su eventi che appaiono imprevedibili, come la malattia, la morte, la sfortuna o i fenomeni naturali. In questo senso, la magia rappresenta una delle prime forme di spiegazione della realtà, precedente alla religione organizzata e alla scienza moderna. Dal punto di vista antropologico, uno dei principali studiosi della magia è James George Frazer, che la definisce come un sistema di credenze basato sull’idea che tra le cose esistano legami nascosti capaci di produrre effetti a distanza. Secondo Frazer, il pensiero magico segue una propria logica, che lui chiama “legge della magia”, articolata in due principi fondamentali: la magia simpatica, basata sulla somiglianza, e la magia c...

Danilo Dolci

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Danilo Dolci è stato un attivista, sociologo e educatore italiano , nato nel 1924 a Sežana, in Slovenia, e morto nel 1997.  È conosciuto soprattutto per il suo impegno nella lotta contro la povertà e l’emarginazione sociale in Sicilia, in particolare a Trappeto e a Partinico , negli anni del secondo dopoguerra.  Dolci non si limitava a studiare i problemi sociali: cercava di cambiarli concretamente , portando avanti progetti di educazione, sviluppo e partecipazione comunitaria. Uno degli aspetti più importanti della sua attività è stato il metodo della nonviolenza attiva. Ispirandosi a Gandhi, Dolci organizzava proteste pacifiche, scioperi della fame e marce , per richiamare l’attenzione delle autorità e dell’opinione pubblica sulle condizioni di vita dei contadini e dei poveri della Sicilia.  Questo metodo non violento gli permetteva di mettere pressione sul potere politico e mafioso senza ricorrere alla violenza, cercando di coinvolgere direttamente la comunità loc...

La devianza

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La devianza è qualsiasi comportamento che si discosta dalle norme o dalle regole accettate in una società. Non significa solo commettere un reato, ma anche infrangere consuetudini o aspettative sociali. In pratica, è ciò che la società considera “strano”, “anormale” o “inaccettabile”.  La devianza può manifestarsi in modi diversi: piccoli gesti, come trasgredire regole di convivenza, fino a comportamenti gravi, come furti, aggressioni o frodi. Le cause della devianza  sono molteplici e spesso interconnesse.  Una delle cause principali è l’esclusione sociale: chi non ha accesso a opportunità come lavoro, istruzione o sostegno familiare può sentirsi frustrato o emarginato, portandolo a cercare soluzioni alternative, anche devianti.  La povertà e le difficoltà economiche possono spingere le persone a compiere reati per sopravvivere.  Anche la pressione culturale o sociale , come la necessità di successo o riconoscimento, può favorire comportamenti devianti. ...

le differenze tra gli individui (sociologia)

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Le differenze tra gli individui si dividono in differenze naturali e differenze sociali. Le differenze naturali sono quelle che esistono indipendentemente dalla società, come età, sesso e statura. Per esempio, Tarzan aveva, un’età e un’altezza anche prima di incontrare altri esseri umani. Caratteristiche come potere e istruzione, invece, sono sociali, perché hanno senso solo in relazione ad altri individui e alla società. Le disuguaglianze, al contrario, sono sempre di origine sociale. Esse possono derivare dalle differenze naturali solo quando la società decide di attribuire loro un significato culturale. Ad esempio, l’età è naturale, ma stabilire un’età minima per guidare o votare significa trasformarla in una regola sociale. Allo stesso modo, il salario mediamente più basso delle donne rispetto agli uomini, a parità di mansioni, non dipende dal sesso biologico ma da costruzioni sociali storicamente radicate. Quindi, privilegio e svantaggio dipendono dal significato che l...

il giovane Karl Marx

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Il film Il giovane Karl Marx (2017), diretto da Raoul Peck, racconta la giovinezza del filosofo tedesco Karl Marx e la nascita delle sue idee rivoluzionarie sul socialismo e sulla lotta di classe. La storia si svolge tra il 1843 e il 1848, un periodo segnato da profondi cambiamenti sociali ed economici dovuti alla Rivoluzione Industriale. Marx, giovane giornalista, denuncia le condizioni disumane degli operai nelle fabbriche e per questo viene perseguitato e costretto all’esilio. Si trasferisce a Parigi, dove incontra Friedrich Engels, figlio di un ricco industriale ma critico nei confronti del sistema borghese. Tra i due nasce una forte amicizia e una collaborazione intellettuale. Insieme studiano l’economia e la società per capire perché pochi vivono nel benessere mentre la maggioranza è povera e sfruttata. Dal loro incontro nasce un pensiero nuovo e rivoluzionario: la società è divisa in classi, e la storia è guidata dal conflitto tra chi possiede i mezzi di produzione e chi ...

Pedagogia: società alfabeta

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 1. L’educazione e la modernità borghese Nel XIX secolo in Europa, inclusa l’Italia, si sviluppò la "società alfabeta", cioè una società in cui era fondamentale che tutti sapessero leggere, scrivere e far di conto. Questo cambiamento faceva parte della modernità, un’epoca che si oppose alla tradizione basata su fede religiosa e vita rurale. La modernità valorizzava la civiltà industriale, il progresso, la libera concorrenza, una visione laica e la razionalità, affidando agli uomini la costruzione di una nuova società. La scuola divenne lo strumento principale per formare cittadini capaci di inserirsi nella vita sociale e produttiva, superare superstizioni e adottare una visione laica. La scuola doveva trasmettere il modello di vita borghese, anche ai ceti più poveri e semplici, attraverso un’azione pedagogica paziente. Anche chi era critico verso la modernità, per motivi religiosi o di valore tradizionale, riconosceva comunque l’importanza dell’educazione e della lotta all’an...