Antropologia simboli riti e relligione

Simboli, Riti e Religione: 
una prospettiva antropologica
Introduzione
In antropologia, lo studio della religione non riguarda solo le credenze spirituali, ma soprattutto i simboli e i riti che danno forma concreta all’esperienza religiosa e culturale. Attraverso simboli e rituali, le società esprimono valori, identità collettive e visioni del mondo. Religione e cultura, infatti, si intrecciano profondamente: ciò che rende “sacro” un oggetto o un gesto non è la sua natura materiale, ma il significato che la comunità gli attribuisce. 1. I simboli: il significato del sacro I simboli sono oggetti, segni o immagini ai quali viene attribuito un valore sacro. È importante sottolineare che non sono sacri di per sé: diventano tali attraverso 
la partecipazione collettiva ai riti.
Un simbolo funziona perché:
- rappresenta valori condivisi; 
- richiama emozioni collettive; 
-rafforza il senso di appartenenza.
 Esempi religiosi
 Nella religione cristiana, 
 la croce o il calice assumono un   significato sacro solo all’interno del     contesto liturgico.
 Esempi profani Anche nella vita   quotidiana esistono simboli
 “sacralizzati”:
  - a bandiera nazionale;
  - i colori di una squadra di calcio; 
  - emblemi politici.
 In questi casi, il simbolo rappresenta   identità, unità e valori condivisi.
 Senza la partecipazione emotiva e rituale   del gruppo, il simbolo perderebbe il suo   significato.
 2. I riti:
 azioni che creano significato I riti sono   sequenze di azioni e parole prestabilite   che permettono di evocare concetti,   valori  e verità condivise.
 Possono essere: 
 - religiosi (preghiere, processioni, digiuni,   pellegrinaggi)
- profani (cerimonie patriottiche, rituali   sportivi, celebrazioni politiche).
 La funzione del rito è fondamentale:
 - conferisce significato agli oggetti;
- trasmette emozioni collettive; 
- rafforza la coesione sociale.
  La sacralità è inseparabile dalla    partecipazione attiva:
 solo vivendo il rito il partecipante   riconosce il simbolo come sacro. 

 3. Media e trasmissione del sacro

 Un esempio interessante di rito   trasmesso attraverso i media è la serie   televisiva Ramayana.
 Questa  trasposizione televisiva   dell’antico poema epico-religioso indiano   ha permesso di diffondere miti, simboli e   valori religiosi a milioni di persone. La   visione collettiva della serie ha prodotto   un effetto simile a quello di una   cerimonia  
 dal vivo, dimostrando che anche   strumenti moderni possono diventare   veicoli di sacralità e ritualità.

 4. I riti di passaggio e di iniziazione
 I riti di passaggio segnano un   cambiamento di status sociale o   spirituale dell’individuo. 
 Accompagnano l’essere umano lungo   tutto il ciclo della vita:
  - nascita 
  - adolescenza 
  - matrimonio
  - morte
 Esempi 
 - Circoncisione presso ebrei e musulmani   - Battesimo nei cristiani
 -Prove di visione tra giovani nativi americani o australiani 
 Questi riti sanciscono:
- l’ingresso in una comunità; 
- il passaggio a un nuovo ruolo sociale; 
- la protezione di divinità, antenati o forze superiori.
 Iniziazione e passaggio: 
 differenza
 Iniziazione → riguarda principalmente lo stato spirituale
 Passaggio → riguarda soprattutto lo status sociale.
Nella maggior parte dei casi, però, le due dimensioni coincidono.
 5. Le credenze
 il fondamento ideologico 
 Le credenze costituiscono la base   teorica  di simboli e riti.
 Comprendono: 
  l’idea di una vita dopo la morte; 
 la presenza di spiriti o forze invisibili;   norme morali e comportamentali.
 La religione svolge quindi due funzioni   principali:
 Funzione protettiva Aiuta a fronteggiare   ansie, paure e sofferenze. 
 Funzione integrativa Rafforza i legami tra   individui attraverso valori condivisi.
 6. I tabu
 i limiti del comportamento I   taburappresentano un aspetto   complementare dei riti.
 Non indicano cosa fare, ma cosa non fare.
 Regolano: 
-comportamenti alimentari; 
- gesti pubblici; 
- relazioni sociali. 
 Spesso non sono scritti, ma sono percepiti come vincolanti e sacri.
In questo senso, tutta la vita sociale può essere interpretata come una catena continua di riti, visibili e invisibili. 
 
La religione in sociologia: esperienze, credenze e rituali -  Sociologicamente

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