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il giovane Karl Marx

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Il film Il giovane Karl Marx (2017), diretto da Raoul Peck, racconta la giovinezza del filosofo tedesco Karl Marx e la nascita delle sue idee rivoluzionarie sul socialismo e sulla lotta di classe. La storia si svolge tra il 1843 e il 1848, un periodo segnato da profondi cambiamenti sociali ed economici dovuti alla Rivoluzione Industriale. Marx, giovane giornalista, denuncia le condizioni disumane degli operai nelle fabbriche e per questo viene perseguitato e costretto all’esilio. Si trasferisce a Parigi, dove incontra Friedrich Engels, figlio di un ricco industriale ma critico nei confronti del sistema borghese. Tra i due nasce una forte amicizia e una collaborazione intellettuale. Insieme studiano l’economia e la società per capire perché pochi vivono nel benessere mentre la maggioranza è povera e sfruttata. Dal loro incontro nasce un pensiero nuovo e rivoluzionario: la società è divisa in classi, e la storia è guidata dal conflitto tra chi possiede i mezzi di produzione e chi ...

Pedagogia: società alfabeta

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 1. L’educazione e la modernità borghese Nel XIX secolo in Europa, inclusa l’Italia, si sviluppò la "società alfabeta", cioè una società in cui era fondamentale che tutti sapessero leggere, scrivere e far di conto. Questo cambiamento faceva parte della modernità, un’epoca che si oppose alla tradizione basata su fede religiosa e vita rurale. La modernità valorizzava la civiltà industriale, il progresso, la libera concorrenza, una visione laica e la razionalità, affidando agli uomini la costruzione di una nuova società. La scuola divenne lo strumento principale per formare cittadini capaci di inserirsi nella vita sociale e produttiva, superare superstizioni e adottare una visione laica. La scuola doveva trasmettere il modello di vita borghese, anche ai ceti più poveri e semplici, attraverso un’azione pedagogica paziente. Anche chi era critico verso la modernità, per motivi religiosi o di valore tradizionale, riconosceva comunque l’importanza dell’educazione e della lotta all’an...

Sociologia:il potere e la disuguaglianza

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La società è organizzata in modo stabile tramite posizioni sociali e ruoli, che non dipendono dalla singola persona ma dalla posizione che si occupa, come il ruolo di madre, studente, o vigile. Questo processo di stabilizzazione dei ruoli è chiamato istituzionalizzazione e dà origine a strutture sociali come istituzioni e organizzazioni, dove le interazioni seguono regole, formali e informali. All’interno di queste organizzazioni, le posizioni sono ordinate gerarchicamente in base al potere, non al prestigio o al valore personale. Ad esempio, nell’azienda o nella scuola ci sono posizioni superiori e subordinate, dove chi è superiore può far eseguire compiti a chi è inferiore. Questa gerarchia serve a mantenere l’ordine e a evitare il caos, consentendo a ogni parte di sapere cosa deve fare. Il potere è quindi la capacità di ottenere obbedienza dai sottoposti: più i comandi vengono eseguiti, maggiore è il potere di chi li emette. Questo non si limita solo alla politica o allo Stato, ma e...

Antropologia Forme di Società

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“Società acquisitive e adattamento umano” L’uomo, fin dalle origini, ha dovuto adattarsi all’ambiente in cui viveva. Negli ultimi 50.000 anni sono comparse molte differenze tra i gruppi umani: nel colore della pelle, nella lingua e nella cultura. Ogni popolazione si è adattata al proprio ambiente — foreste, deserti, montagne o regioni polari — trovando soluzioni specifiche per sopravvivere, come costruire ripari, vestirsi in modo adatto e procurarsi il cibo. L’adattamento è stato possibile grazie al lavoro umano. L’uomo non si limita a usare la forza fisica, ma pensa, costruisce e innova. Gli elementi fondamentali sono il cervello, che programma e riflette, il linguaggio, che permette di comunicare e tramandare conoscenze, e le mani, che consentono lavori precisi. Essendo esseri sociali, gli uomini vivono in gruppo e collaborano per cacciare, coltivare e costruire. La cooperazione richiede organizzazione, e da essa nascono ruoli e prime forme di potere Le società acquisitive Per c...

Emilio

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Jean-Jacques Rousseau, filosofo francese del XVIII secolo, è uno dei pensatori più influenti dell’Illuminismo, e il suo libro “Emilio, o dell’educazione”, pubblicato nel 1762, rappresenta un’opera centrale per la riflessione sull’educazione e sulla formazione dell’uomo.  In questo libro, Rousseau cerca di rispondere a una domanda fondamentale: come si può educare un uomo in modo che sia libero, morale e felice, senza corromperlo dalla società?   Il fulcro di “Emilio” è l’idea che l’essere umano nasca buono per natura, ma che sia la società a corromperlo. Rousseau sostiene che l’educazione tradizionale spesso soffoca questa bontà naturale , imponendo regole, convenzioni sociali e vincoli artificiali prima che il bambino sia pronto a comprenderli.  Per questo motivo, l’educazione deve rispettare le fasi naturali dello sviluppo umano e procedere in accordo con la crescita fisica, emotiva e intellettuale del bambino. Rousseau suddivide l’educazione di Emilio in divers...